LA NOSTRA CASA

Giovanni da Baggio, detto il Guercio, capostipite della congregazione degli Umiliati, dette il nome di Braida alle proprietà incolte e paludose fuori dalle mura di Milano tra Porta Cumana (ora Porta Volta) e il Monte Carmelo (ora Castello Sforzesco). Da cui la denominazione attuale di Brera.

La chiesa di San Carpoforo e la Canonica collegata, sorti su tempio pagano, sono luoghi precedenti agli Umiliati della Braida del Guercio e sono identificati con S. Ambrogio e la sorella S.Marcellina.

Scrive Paolino, segretario del Vescovo di Milano e suo biografo in Vitae Ambosii: “Mentre Ambrogio consacrava la chiesa dedicata al suo nome, la sorella Marcellina, sulle rovine del tempio di Vesta, faceva edificare un’altra chiesa, che poi fu chiamata di S. Carpoforo”.

Secondo il documento che vincola il complesso di San Carpoforo ai Beni Culturali (1settembre 1958) si tratta di “una Chiesa molto antica sorta sulle case di Santa Marcellina, sorella di Sant’Ambrogio. Venne radicalmente trasformata in Epoca Barocca, però nella fronte conserva finestre inserite nel V secolo e parte di un campanile romanico. La struttura è a mattoni a vista all’esterno, e l’interno – di elegante aspetto – è rivestito di intonaco. Tale edificio è di particolare importanza urbanistica perché la sua sede costituisce lo sfondo al Cannocchiale creato di fronte al Portale di Brera”.

La tradizione vorrebbe San Carpoforo fondata sul luogo di un antico tempio pagano dedicato a una divinità “carpofora” (ossia portatrice di frutti), molto probabilmente alla dea Vesta, dea del fuoco, e trasformato verso la seconda metà del 300 d.C. in Casa cristiana.

La Casa ospitava il gruppo delle discepole di San Gerolamo, tra cui Marcellina, che lo seguirono nel suo ritorno da Gerusalemme a Roma, nel 382, dove fu segretario di Papa Damaso I, divenendone il più probabile successore, ma preferendo tuttavia l’eremitaggio in Grecia.

L’esistenza della chiesa è accertata dall'813 con funzioni di cura delle anime svolta da due sacerdoti. Un sacerdote eseguiva il suo ministero all’interno della chiesa, un secondo sacerdote all’esterno curava l’educazione alla convivenza sociale, all’igiene, alla agricoltura, all’economia.

È l’esordio con la pratica della Diaconia dell’attuale Borgo di Brera collegato con alti sotterranei adatti al passaggio di cavalli, al Castello Sforzesco.

La sua importanza cresce con la Congregazione degli Umiliati, già Templari provenienti dalla Germania, dopo la liquidazione dell’Ordine. Dediti all’attività della lana e del tessile, in breve il successo della loro attività li porta a gestire ingenti somme che destinano alle opere di assistenza (ospedali e asili per anziani) e finanziarie, con prestiti senza interessi ma solo a garanzia di pegni. Il Moro, sulla loro tradizione, riorganizzarà tutto nel Monte dei Pegni.

Con gli Umiliati si estende anche l’area agricola del Borgo di Brera, grazie alle bonifiche dei primi Navigli risalenti al 1100. Tre secoli dopo Leonardo introduce la novità delle “chiuse controcorrente” trasformando i canali utili all’irrigazione in vie navigabili per il commercio fin dentro Milano. Di tutto ciò, testimonianze e tracce sono state rinvenute nel corso dei lavori di ristrutturazione con il ritrovamento dei ciotoli di fiume per l’areazione dell’originario pavimento in Cotto lombardo: sassi che provenivano dai circostanti canali che dal Tumbun de San Marc e dalla sua Chiusa, percorrevano il perimetro del quartiere di Brera facendone come un’isola.

La memoria di questa “mappa” si ritrova nella toponomastica odierna: via Pontaccio, via Ponte Vetero, via Mercato, via del Borgo Nuovo, via dei Fiori Chiari, Fiori Oscuri, via Madonnina.

La ricca congregazione degli Umiliati fondò la propria Casa di Milano in Brera, seconda casa dopo la loro principale Casa in Viboldone (ora Abbazia Certosina) nei pressi di Cinisello. Detta “La Rocca del Guercio”, essa corrisponda all’attuale Palazzo della Pinacoteca e dell’Accademia di Brera. Qui nacque negli anni Venti dell'XI secolo, Anselmo, il primo dei da Baggio a entrare di prepotenza nella scena internazionale col nome di Papa Alessandro II. Del vecchio nome di Braida rimane traccia nella Biblioteca nazionale che resta detta “Braidense”. Nella Casa degli Umiliati hanno sede ora, oltre all’Accademia delle Belle Arti e alla Biblioteca Nazionale “Braidense”, la Pinacoteca, l’Osservatorio astronomico, l’Orto Botanico.

Riprendendo il tempo storico, la Chiesa di San Carpoforo fu ricostruita più ampia verso l'XI secolo. È verosimile che i luoghi fossero frequentati da san Bernardo prima della costruzione dell’Abbazia di Chiaravalle su terreno donato dai milanesi per la sua opera di riconciliazione tra la città e la Chiesa Romana.

Verso la metà del XVI secolo l'edificio subì notevoli modifiche strutturali, che non dovettero lasciarlo in troppo buono stato se poco tempo dopo l'arcivescovo Federico Borromeo ne decise la completa ricostruzione.

Nel 1760 la parrocchia di San Carpoforo si era ridotta tanto da avere ormai un solo parroco, e nel 1787 venne soppressa, divenendo sussidiaria della vicina chiesa di Santa Maria del Carmine, ove furono trasferiti i registri.

Infine una nuova testimonianza storica è stata rinvenuta durante i lavori: si tratta del portone in legno che chiude il passaggio tra Palazzo Cusani e la Canonica, nell’attuale Cortile di Casa Brera. Tale passaggio venne creato da Napoleone Bonaparte, durante il Regno di Italia nel 1809, per favorire il trasloco dei documenti da Palazzo Cusani, allora sede del Ministero della Guerra napoleonico, all’archivio organizzato in San Carpoforo, senza dover uscire nelle strade circostanti.